Perché alcune persone attingono facilmente alle loro riserve di grasso, sotto sforzo o durante un digiuno, mentre altre si esauriscono in fretta? La risposta sta in parte in una qualità discreta dei mitocondri: la loro capacità di cambiare carburante.
Due carburanti, un buon scambio
Le nostre cellule funzionano con due grandi carburanti: lo zucchero e i grassi. Saper passare dall'uno all'altro a seconda del momento, dopo un pasto, sotto sforzo, a digiuno, si chiama flessibilità metabolica. È il lavoro dei mitocondri.
Uno studio tedesco pubblicato nell'ottobre 2026 sul Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle l'ha misurata in cinquanta adulti di 70 anni in media. I ricercatori hanno valutato la respirazione dei mitocondri in semplici cellule del sangue, poi il modo in cui il corpo bruciava grassi e zuccheri durante una camminata sul tapis roulant. Il risultato: le persone i cui mitocondri respiravano meglio bruciavano più grassi sotto sforzo, avevano una presa più forte nella mano e camminavano più velocemente.
Quando lo zucchero manca, i corpi chetonici subentrano
L'altro volto di questa flessibilità appare durante il digiuno. Privato di zucchero, il fegato fabbrica i corpi chetonici, un carburante di riserva che il cervello sa utilizzare. Uno studio di laboratorio pubblicato nell'ottobre 2026 su Cellular and Molecular Neurobiology ha messo alla prova questa idea su tessuto cerebrale isolato: nutrito solo di corpi chetonici, senza alcuno zucchero, questo tessuto ha mantenuto mitocondri funzionali e ha resistito a uno stress energetico severo.
È un lavoro su tessuto animale, lontano dalla situazione di una persona che digiuna, e gli autori restano prudenti. Ma illustra un principio ormai ben consolidato: il cervello non è condannato a funzionare solo a zucchero, dispone di un carburante di riserva quando i mitocondri sanno servirsene.
Mantenere lo scambio
Questi due lavori convergono: una buona flessibilità metabolica va di pari passo con mitocondri in forma, e si legge fin nella velocità di cammino e nella forza di presa. Tende a diminuire con l'età e la sedentarietà.
Le leve note sono semplici, senza promesse miracolose: muoversi regolarmente, variare l'intensità degli sforzi, lasciare al corpo momenti senza apporto di zucchero tra i pasti invece di spiluccare in continuazione. Sono tutti segnali che allenano i mitocondri a destreggiarsi tra i loro carburanti. In caso di malattia o di terapia, questi cambiamenti vanno discussi con un medico.
Che cosa ricordare
- La flessibilità metabolica è saper passare dallo zucchero ai grassi a seconda del momento; dipende dai mitocondri.
- In adulti anziani, mitocondri migliori vanno di pari passo con più grassi bruciati sotto sforzo, più forza e un cammino più rapido.
- A digiuno, il fegato produce corpi chetonici, un carburante di riserva che il cervello sa usare, cosa dimostrata soprattutto in laboratorio.
- Muoversi e distanziare gli apporti di zucchero mantengono questa flessibilità; nessun risultato è garantito, e ogni cambiamento va discusso con un medico.
Sources
- Li D, Herpich C, Norman K et al. Mitochondrial respiration in peripheral blood cells links to metabolic flexibility and physical performance in ageing. Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle, 2026. https://doi.org/10.1002/jcsm.70361
- Ricks RL, Nevers DS, Parrish RR et al. β-Hydroxybutyrate maintains energetically demanding neural functions during exogenous glucose deprivation. Cellular and Molecular Neurobiology, 2026. https://doi.org/10.1007/s10571-026-01834-3


